La giostra rotta

1 e poi 2 e ancora 3 e, non basta ancora, 4 giorni. Giorgio, che non dovrebbe ma vive con Valeria ,  non trova i suoi desideri, trova ovunque i suopensieri, quelli del fallimento, che gli fanno ingoiare il sorriso, la parola.
Valeria cerca di rabboccare  pazienza, lui la tiene lì dove non le arriva l’ineluttabilita’ di quei pensieri, che li costringono ad indossare il broncio ad ogni incontro.
Giorgio sceglie il fascino di un posto freddo dove trascorre la sua solitudine.
Lei non sa attraversare la distanza, non riesce che a tentare di resistere col silenzio, poi con lo sguardo rivolto altrove , poi con le parole per capire, ma rimbalzano , e dopo 1 e poi 2 e ancora 3 e, non basta ancora, 4 giorni, il gelo le gela le viscere, può farle desiderare la fine.
Accade che scappa fuori qualche sorriso che fa arrendere il gelo e Valeria dimentica e le basta poco per credere possibile una buona vita, ci casca sempre ma dura fino al prossimo sobbalzo,  sempre più prossimo.
È una giostra sporca la loro vita insieme, di quelle circolari sempre uguali che cigolano , arrancano , che non prevedono fermate per scendere.
E accade che il gelo Valeria non vuole farlo sciogliere più, che vuole far girare inesorabilmente senza più scosse la giostra.
Decide di dargli ragione, non ci sono parole, neanche sfioramenti, non ci sono sorrisi, non ci sono intese neppure per qualche ora, c’è la speranza che l’ascensore arrivi presto al piano, ci sono le parole indispensabili che però cadono nel piatto della cena insieme agli occhi , i due televisori accesi, il buongiorno e la buonanotte, quelli sempre .

AUTOGRILL

“Andiamo all’autogrill?” chiedeva Marta appena salita in auto, ma sapeva che ci saremmo fermati al ritorno.

In quel giorno, che ritornava ogni mese, a contare dalla ricrescita dei suoi capelli, l’autogrill diventava un bel posto.

La svegliavo alle 4:00 per arrivare in tempo in reparto, dove aspettavano gentili, quando il sorriso del dottore mandava il nostro respiro a riempire per bene i polmoni, spuntavano altri sorrisi in punti vari e via dall’ospedale, tutti con le facce nuove, ripulite dal grigio della paura.

Via anche dalla bella città, sulla strada del ritorno. Finalmente all’autogrill! Marta si faceva riempire il vassoio di cibo proibito che non avrebbe mai potuto mangiare tutto, Giorgio portava la cocacola ed io, con Nina in braccio che abbracciava, mi limitavo a storcere appena il naso.

Marta sceglieva il posto vicino al finestrone, l’aria era lieve e parlavano i sorrisi a bocca piena.

#concorsoshottini#shottini#penelopestorylab #shottinoautogrill

LA VESTAGLIA PERFETTA

Valeria è sola in casa e fa le cose con lentezza, è in pigiama, ha un po’ di freddo, non ha messo la felpa .

Resta in quel disagio e le torna in mente la madre quando le diceva “Ma una vestaglia quando me la compri? Valeria, mi raccomando, deve essere uguale alla mia”.

La sua le arrivava ai piedi, la cintura stretta in vita, le dava l’aspetto di una soffice piccola compatta donna di flanella azzurra, flanella assottigliata come una pelle che la teneva al caldo.

Valeria poi andò in cerca di una vestaglia e tra i banchi del mercato ne vide una che le sembrò sufficientemente simile, con un certo piglio la comprò , qualche giorno dopo la trovò nell’armadio della madre, insieme ad altre due mai indossate.

“Grazie, a mamma! ” di tanto in tanto le risuona la voce di sua madre tutta calda di flanella azzurra .

#shottini #shottinovestaglia #penelopestorylab

U’ Marrobbio

“Venite a vedere!” Gianna era entrata in casa correndo, “le barche sono sulla sabbia, non c’è più l’acqua!”

Gianna veniva dal continente, ogni primavera trascorreva una settimana dalle cugine. Mentre gli altri riposavano lei passeggiava, quanto le piaceva quello che vedeva, la spiaggia il mare le barche le case basse le strade strette, quel pomeriggio vide una cosa molto strana. Tutto era come sempre ma non c’era più il mare.

Le cugine si guardarono e con calma si vestirono. “Vedrai qualcos’altro”, così si lasciò guidare in un posto al sicuro, le dissero. Arrivate si sedettero su un muretto a secco che costeggiava la spiaggia, in un punto dove era molto profonda e aspettarono, come le barche vuote e arenate.

In lontananza videro il mare tornare, veloce, tornare furioso, prendere le barche a schiaffoni e travolgere tutta la spiaggia fin quasi al muretto. “E’ u’ Marrobbio, la marea strana” le dissero.

#shottini #penelopestorylab #shottinomarea

La domenica delle palme, in pandemia

Valeria non è credente, si dichiara agnostica e sta, senza tanti ripensamenti sta, le capita di usufruirne, della chiesa , sempre più spesso , non tanto per matrimoni quanto per funerali , sarà a causa dell’età, ma con la fede ed il trascendente non si frequenta.

E’ domenica , quella delle palme, le capiterà qualcosa che le farà pensare: “caspita! questa roba qui mi sembra altamente spirituale”.

E’ una bella giornata di primavera, Giorgio si alza molto presto per colpa dell’ora legale, si prepara di tutto punto e diventa ciclista, “se vuoi quando torno andiamo a mangiare fuori, scegli tu ” le dice e va.

Sono in “zona rossa” , che in era pandemica dovrebbe stare per “lockdown”. Valeria pensa ad una piccola trasgressione , trovata una scusa credibile in caso di controllo,improbabile, si decide per una colazione a sacco in collina , nel suo “comune di residenza” a pochi chilometri da casa, dove solo capre avrebbero potuto incontrare . Bando a sensi di colpa e paure, prepara il gateau di patate.

Giorgio torna, fa una doccia per toglier via il sudore ed un po’ di stanchezza ed è pronto, mettono le mascherine FFp2 ed escono di casa, attraversano a passo svelto l’androne premendo pulsanti col gomito e spingendo portone e cancelletto con le spalle, salgono in auto , lei non toglie la mascherina , ormai si vede più bella così.

L’auto si inerpica per un quarto d’ora su per una stradina interpoderale a 10 km/ora , sanno che alla vista di prati fioriti su terrazzamenti sconnessi saranno arrivati.

Era quello il posto dove più di trenta anni prima si giocava a pallone , ci si muoveva in gruppo dalla panchine di una piazza di un quartiere periferico della città con auto, motorini e vespe e lì si trascorrevano i pomeriggi fino al tramonto , chi non giocava continuava a parlare di rivoluzione del pubblico e del privato. E Valeria si emoziona, li rivede tutti , più vividi quelli che non ci sono più.

Fausto parcheggia e guardandosi attorno scelgono il posto più bello, quello che si affaccia meglio a picco sul mare , le capre ci sono.

Finalmente sistemano il telo, tolgono le scarpe, Valeria stende la tovaglia e mangiano il gateau, bevono del vino rosso, fa caldo. Fausto è stanco, ha fatto molti chilometri in bicicletta , si addormenta.

Valeria ha molto caldo, toglie il maglione, resta in canotta e mette gli auricolari. Sceglie su Spotify i Radiohead, mai scelta fu più felice.

“Per favore, potresti fermare il rumore?

Sto cercando di riposarmi un po ‘”

Paranoid android e poi Kid A ma è con Codex che comincia a piangere di gioia, è parte di quello che vede, è in un punto all’orizzonte, tra mare e cielo ed il mare ed il cielo sono in lei e si dice “tutto questo ha un senso!”

“caspita! questa roba qui mi sembra altamente spirituale!”.

sdr
https://www.youtube.com/watch?v=T7t38uDUg5E

The water’s clear and innocent

A Bianca

La tua mente scintilla
La tua curiosità è sbrigliata
Guarda,
guardati piantare i piedi
Nella tua volontà
Nei tuoi desideri
Guarda gli occhi intorno
Guarda fuori con gentile indiscrezione
Guarda, morbida, dentro
È più lieve, così.

@alga_mare

I tuoi occhi come bocca affamata
Il tuo cuore che contiene
La tua mente è scintilla
La tua mano è strumento
Ed è meraviglia!
La tua smania travolge
poi si scioglie in pietà, in palpitazione.
Senti la carezza delle tue ali
Sono così ampie
Puoi tenerne una parte per te

Corpi

Il mio corpo come fosse intonso.
Il mio corpo che non raggiunge carezze nuove,
che perde la memoria di baci antichi
e si ottunde con una alzata di spalla
quando il tuo corpo diventa roccia fredda, distante quel giusto per scongiurare sfioramenti.
Intanto la vita non si ferma.