La domenica delle palme, in pandemia

Valeria non è credente, si dichiara agnostica e sta, senza tanti ripensamenti sta, le capita di usufruirne, della chiesa , sempre più spesso , non tanto per matrimoni quanto per funerali , sarà a causa dell’età, ma con la fede ed il trascendente non si frequenta.

E’ domenica , quella delle palme, le capiterà qualcosa che le farà pensare: “caspita! questa roba qui mi sembra altamente spirituale”.

E’ una bella giornata di primavera, Giorgio si alza molto presto per colpa dell’ora legale, si prepara di tutto punto e diventa ciclista, “se vuoi quando torno andiamo a mangiare fuori, scegli tu ” le dice e va.

Sono in “zona rossa” , che in era pandemica dovrebbe stare per “lockdown”. Valeria pensa ad una piccola trasgressione , trovata una scusa credibile in caso di controllo,improbabile, si decide per una colazione a sacco in collina , nel suo “comune di residenza” a pochi chilometri da casa, dove solo capre avrebbero potuto incontrare . Bando a sensi di colpa e paure, prepara il gateau di patate.

Giorgio torna, fa una doccia per toglier via il sudore ed un po’ di stanchezza ed è pronto, mettono le mascherine FFp2 ed escono di casa, attraversano a passo svelto l’androne premendo pulsanti col gomito e spingendo portone e cancelletto con le spalle, salgono in auto , lei non toglie la mascherina , ormai si vede più bella così.

L’auto si inerpica per un quarto d’ora su per una stradina interpoderale a 10 km/ora , sanno che alla vista di prati fioriti su terrazzamenti sconnessi saranno arrivati.

Era quello il posto dove più di trenta anni prima si giocava a pallone , ci si muoveva in gruppo dalla panchine di una piazza di un quartiere periferico della città con auto, motorini e vespe e lì si trascorrevano i pomeriggi fino al tramonto , chi non giocava continuava a parlare di rivoluzione del pubblico e del privato. E Valeria si emoziona, li rivede tutti , più vividi quelli che non ci sono più.

Fausto parcheggia e guardandosi attorno scelgono il posto più bello, quello che si affaccia meglio a picco sul mare , le capre ci sono.

Finalmente sistemano il telo, tolgono le scarpe, Valeria stende la tovaglia e mangiano il gateau, bevono del vino rosso, fa caldo. Fausto è stanco, ha fatto molti chilometri in bicicletta , si addormenta.

Valeria ha molto caldo, toglie il maglione, resta in canotta e mette gli auricolari. Sceglie su Spotify i Radiohead, mai scelta fu più felice.

“Per favore, potresti fermare il rumore?

Sto cercando di riposarmi un po ‘”

Paranoid android e poi Kid A ma è con Codex che comincia a piangere di gioia, è parte di quello che vede, è in un punto all’orizzonte, tra mare e cielo ed il mare ed il cielo sono in lei e si dice “tutto questo ha un senso!”

“caspita! questa roba qui mi sembra altamente spirituale!”.

sdr
https://www.youtube.com/watch?v=T7t38uDUg5E

The water’s clear and innocent

Sponsored Post Learn from the experts: Create a successful blog with our brand new courseThe WordPress.com Blog

Are you new to blogging, and do you want step-by-step guidance on how to publish and grow your blog? Learn more about our new Blogging for Beginners course and get 50% off through December 10th.

WordPress.com is excited to announce our newest offering: a course just for beginning bloggers where you’ll learn everything you need to know about blogging from the most trusted experts in the industry. We have helped millions of blogs get up and running, we know what works, and we want you to to know everything we know. This course provides all the fundamental skills and inspiration you need to get your blog started, an interactive community forum, and content updated annually.

A Bianca

La tua mente scintilla
La tua curiosità è sbrigliata
Guarda,
guardati piantare i piedi
Nella tua volontà
Nei tuoi desideri
Guarda gli occhi intorno
Guarda fuori con gentile indiscrezione
Guarda, morbida, dentro
È più lieve, così.

@alga_mare

I tuoi occhi come bocca affamata
Il tuo cuore che contiene
La tua mente è scintilla
La tua mano è strumento
Ed è meraviglia!
La tua smania travolge
poi si scioglie in pietà, in palpitazione.
Senti la carezza delle tue ali
Sono così ampie
Puoi tenerne una parte per te

Corpi

Il mio corpo come fosse intonso.
Il mio corpo che non raggiunge carezze nuove,
che perde la memoria di baci antichi
e si ottunde con una alzata di spalla
quando il tuo corpo diventa roccia fredda, distante quel giusto per scongiurare sfioramenti.
Intanto la vita non si ferma.

ronzii

“Ci risiamo, eccoli!” nell’affondare la testa nel cuscino a Valeria vengono fuori quei ronzii , pensieri  appiccicosi  che si insinuano, vogliono attenzione fino a che non si addormenta e a volte continuano a sibilare al risveglio la verità che è tutta lì, nel muro di gomma che c’è tra lei e Giorgio che ancora dorme a bocca aperta.

All’ingiù

Attraversa la vita all’ingiù.
Sul volto le rughe si scavano i loro corsi sempre un po’ più dentro, in fondo nella pelle , tutte si stanno facendo strada fino alla base della fronte.
Attraversa la vita come un guerriero sconfitto , quando si specchia potrebbe vedere il nemico.

“E ora a chi lo dico?”

hopper-2

“Ed ora a chi lo dico?” pensa Valeria mentre legge e si emoziona fino alle lacrime, legge un lungo ed intimo messaggio di Carlo per Gilda, ma esibito sulla piattaforma di un social.

Gilda, che sta sbucando fuori da un incubo attraversato tutto intero e quasi da sola, dove è stata lì a trattener Carlo fuori dal precipizio, spesso sul limite estremo. Valeria non dimenticherà mai i  grandi occhi di Gilda perduti nello spavento, quella volta che Carlo ha raccontato con la voce strozzata dei risultati della biopsia di un pezzetto del suo collo. Da Gilda poi è venuto fuori altro come la calma, il coraggio, la pazienza, la riservatezza.

“Ed ora a chi lo dico?” pensa Valeria, mentre legge di felicità, di gratitudine, di amore  per Gilda, dopo 40 anni di vita insieme, di un sentimento che sembrava lento, spento, smorzato da un altro che li aveva sconquassati dentro e fuori  tutti e tre. Era un sentimento nuovo che Carlo ha sentito crescere fino a non voler rinunciare ad esso mai più, ma non abbastanza da sceglierlo, un sentimento al quale  Gabriella è rimasta appesa, nel quale è rimasta sospesa per quasi 20 anni , un sentimento che Gilda ha scoperto in un lampo di intuizione accecante, in un caldo giorno di agosto di 11 anni prima, quando si chiese il perché dell’assenza di Gabriella alla prima comunione di Carla, la figlia di Valeria, da lì in poi nel suo cervello un incalzante concatenarsi di perché, disseminati nei ricordi un po’ qui un po’ lì, fino alla certezza del tradimento. Gabriella, cara amica di Valeria,  era entrata a far parte di quel  gruppo di amici, con 20 anni di ritardo e con loro chiacchierava e rideva e raccontava e ascoltava, il sabato sera a casa di Valeria e Giorgio e spesso la domenica di buon ora per andare a scampagnare, era diventata la zia colorata dei bambini di tutti . Poi quel sentimento, che si era aperto/scoperto incontenibile per Carlo e Gabriella, li aveva tenuti trattenuti infilati l’uno all’altra agli estremi di una corda sottile, quasi invisibile ma mai rotta, ma quando si rivelò spinse via, fuori dal gruppo Gabriella.

“Ed ora a chi dico di tutto questo amore?” pensa Valeria.

Non può raccontarlo a Giorgio che disprezza i social e chi ci si accampa, non fa sconti a nessuno, son tutti da biasimare, son tutti stupidi sprovveduti che si fanno mangiare e sputare dal mezzo, a suo parere, e Valeria non ha voglia di spostare l’attenzione sul biasimo.

Non a Gabriella che potrebbe precipitare giù malamente da una delle sue poche certezze, quella del sentimento spento, smorzato, insipido che Carlo sente per Gilda.

Non ad Elena, un’amica alla quale Valeria non avrebbe mai potuto rinunciare ma ha dovuto farlo perché uccisa da un cancro vorace , un’amica che ascoltava  anche quando sembrava distratta da quello che si muoveva e parlava tutto intorno a lei, un’amica che cercava accoglieva suggeriva.

Non a Roberta, una donna alla quale ha voluto bene per molti anni, la sua era una voce che ascoltava tutti i giorni, il suo era un orecchio a cui destinava gli entusiasmi e le delusioni, il suo era un tocco leggero di chi vuol solo farsi credere duro, ma poi Roberta si era allontanata, per un po’ senza dare spiegazioni,  poi, su insistenza di Valeria, era riuscita a lanciarle a raffica tutto il suo disappunto irradiato su tanti,troppi aspetti del carattere di Valeria che finalmente le si erano messi a fuoco.

Non sa a chi dirlo, a chi raccontarlo, con chi meravigliarsene e gioirne, quel gruppo, nato poco più di 40 anni prima, è evaporato e così ne scrive un po’ sul suo blog , letto da quasi nessuno.

 

polifonia

polifoniaLa voce aveva la voce voleva la voce usava, la voce strideva, la voce saliva e saliva fino a svanire, ma poi rispuntava e ricominciava, poi lasciava che fosse l’orecchio a dettar legge, la voce si zittiva, shhhh dicevo l’orecchio, “devo ascoltare devo sentire tutte le note, qui son tante”  la voce se la rideva ” questo orecchio è presuntuoso, non ce la farà, son troppe le note, qualcuna gli sfuggirà” pensava la voce, e pure l’orecchio in verità…….